La città di Patti

                                                                

 




Informazioni

Storia

Amministrazione Patti

Piazza Scaffidi, Patti, 98066
Telefono: +39 0941 246111
E-mail: comune.patti.me@pec.itgo.it

A metà strada fra Capo Calavà e Capo Tindari, Patti gode di un’ottima posizione panoramica, situata com’è su due colli degradanti su un golfo, l’omonimo golfo di Patti con al centro il caratteristico scoglio a forma di leone accovacciato. A nord è possibile ammirare l’incantevole spettacolo delle eolie e ad est di tutta la riviera di ponente del golfo. In una posizione così privilegiata, Patti ha vissuto i suoi secoli, dopo aver assistito ad un’incessante succedersi di conquiste e dominazioni. Qualcuno vorrebbe spiegare l’etimologia del suo nome facendo derivare dal greco “Epactem” che vuol dire “sulla sponda”, forse la sponda del torrente Provvidenza, ove sono venuti alla luce i resti archeologici di quel nucleo di abitazioni che costituisce la suddetta “Villa Romana”. Molti storici sono concordi nel ritenere Patti coeva o comunque discendente della vicina e antica Tyndaris fondata da Dionigi il Vecchio nel 396 a.C. come avamposto militare. Con i Normanni viene fondato il monastero di S. Salvatore dove viene nominato Abate, Ambrogio. Alla morte del gran Conte Ruggero succede per una breve reggenza la regina Adelasia, la quale fece costruire a Patti il castello in seguito crollato e ivi ricostruito l’attuale palazzo vescovile. Verso la metà del 1200 ebbero inizio le agitazioni per sottrarre la città alla giurisdizione feudale. Quando Patti viene concessa dal re Pietro II a Blasco d’Aragona sembra che stia per sfumare quella libertà comunale per la quale i pattesi hanno tanto lottato. Infatti solo nel 1537, col pagamento di 1.000 scudi, Patti ottiene da Carlo V il titolo di Magnanima. Nel 1638 Ascanio Ansalone cerca di comprare con l’esborso di 20.000 onze la città di Patti, ma i cittadini pattesi riescono a raccogliere il denaro per riscattare la propria libertà e a far diventare così Patti, una città libera ed affrancata da diritti feudali. Sotto i Borboni Patti ottiene da Ferdinando il titolo di “Senato”, questo Senato è successivamente presieduto da un Sindaco. Solo nel corso del 1900 Patti comincia a registrare un incremento di tipo edilizio e inizia ad espandersi verso la zona pianeggiante e verso la marina formando così un’unica città col borgo di marina. La città vecchia rimane sempre in alto arroccata intorno alla Cattedrale, al seminario e al suo palazzo vescovile.

Museo delle Antiche Ceramiche Pattesi
Una mostra di “Antiche Ceramiche Pattesi” è stata allestita in una depadance dell’ottocentesca Villa Pisani di Patti Marina; la mostra rispecchia le 50 differenti tipologie degli oggetti delle botteghe artigiane dei figuli pattesi. I circa 650 oggetti che compongono la collezione permettono al visitatore di rendersi conto della più che cinque centenaria storia locale connessa alla produzione ed all’esportazione dei prodotti. La produzione pattese è stata apprezzata in tutto il mediterraneo, da qui partirono centinaia di migliaia di “testi di pignati” stipati in ogni sorta di battello in grado di affrontare il mare. Villa Pisani è oggi sede del piccolo museo che rappresenta per questo un prestigioso recupero del nostro passato.